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Restauro Bosco San Francesco

Innovazione Sostenibile era presente, lo scorso 11 novembre, ad Assisi, alla cerimonia di inaugurazione del bosco di San Francesco, riaperto al pubblico dopo il restauro naturalistico ed architettonico operato dal FAI – Fondo Ambiente Italiano.

Il bosco, che si estende ai piedi del Sacro Convento e della Rocca Maggiore di Assisi, per un’area di circa 64 ettari, era stato donato al FAI dalla Banca Intesa Sanpaolo nel 2008, in uno stato di avanzato degrado. La scelta del tipo di restauro da effettuare – che ha interessato un’area di circa 15 ettari – è stata fatta con l’obiettivo di restituire un paesaggio che rispecchiasse fedelmente quello in cui visse e predicò San Francesco e al contempo  la complessità di forme, strutture e modelli gestionali che contraddistinguono i sistemi agricoli, boschivi e pastorali tipici italiani.
Parallelamente, si è scelto di operare in un’ottica di sostenibilità ambientale e sociale ovvero di rispetto della biodiversità dell’ambiente, di integrazione delle strutture architettoniche e della creazione di nuovi posti di lavoro e occasioni di promozione del territorio.

Il risultato dell’opera di restauro – realizzata grazie al contributo di numerosi investitori, pubblici e privati – è un itinerario che, coerentemente alla visione di San Francesco, permette ai visitatori di compiere una sorta di pellegrinaggio nella natura ed essere allo stesso tempo strumento di arricchimento spirituale. Tre diversi percorsi corrispondono infatti a tre complementari approcci: quello naturalistico, quello  storico-architettonico ed infine quello più strettamente spirituale.
Tutti e tre i percorsi confluiscono nella radura del “Terzo Paradiso”, la grandiosa opera di Land Art ideata e donata da Michelangelo Pistoletto (visibile nella foto di Andrea Angelucci):  121 ulivi disposti a doppio filare, a riproporre una forma che evoca ed ingloba quella del segno matematico dell’infinito; al centro di questi ulivi, si trova un’asta in acciaio inox alta 12 metri, che simboleggia l’unione tra cielo e terra. Nella visione dell’artista il “terzo paradiso” rappresenta  infatti la ritrovata armonia con il creato, unica soluzione possibile per la sopravvivenza dell’umanità del futuro.
L’opera – visibile in tutta la sua completezza dalla trecentesca Torre Annamaria, anch’essa appena restaurata – vuole dunque essere un segno, che spinga all’autocritica responsabile e ricordi ai visitatori del Bosco che la via dello sviluppo sostenibile è percorribile, anzi auspicabile.

Alla visione di Pistoletto e agli architetti di cittadellarte si deve anche l’unica nuova costruzione realizzata: il chiosco informativo posto all’ingresso del Bosco dalla Piazza Superiore di San Francesco, realizzato con materiali eco-compatibili e con soluzioni tecnologiche che riducono al minimo il suo fabbisogno energetico.

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