La sostenibilità (non va) in vacanza

 

La parola vacanza evoca solo pensieri postivi: relax, benessere, scoperta di località e culture nuove… e per i paesi e le strutture che accolgono i turisti… tanta ricchezza!
Eppure non sono pochi gli “effetti collaterali” che il turismo provoca a livello ambientale e sociale: danni all’ecosistema, inquinamento, deturpazioni paesaggistiche, sfruttamento del lavoro minorile e/o sommerso, maggiori consumi di energia ed acqua… addirittura è stato stimato che un cittadino europeo ospitato in un hotel possa arrivare a consumare giornalmente (tra docce, piscina e campi da golf) fino a 1.000 litri d’acqua, una cifra esagerata se si considera che in casa normalmente se ne consumano all’incirca 150!

Per questo sempre più si diffonde il richiamo ad un turismo responsabile orientato cioè a prediligere strutture ricettive che riducano i consumi e i materiali inquinanti, non sfruttino i lavoratori, utilizzino alimenti prodotti in loco ecc.

Per orientare i consumatori in questo senso e offrire indicazioni più puntuali ai propri soci, Altroconsumo ha pubblicato lo scorso marzo i risultati di una ricerca condotta sulle principali catene alberghiere internazionali per valutarne la sostenibilità ambientale e  sociale; in particolare sono stati utilizzati i seguenti parametri di valutazione:

  1. Trasparenza nelle informazioni
  2. Politiche aziendali di responsabilità sociale (certificazioni internazionali, formazione del personale sui temi della responsabilità sociale ecc.)
  3. Assistenza ai clienti (intesa come sensibilizzazione verso un turismo responsabile e attenzione ai clienti con particolari esigenze come ad esempio disabili, allergici, celiaci ecc.)
  4. Condizioni dei lavoratori
  5. Aspetti socio-economici (impatto sociale e ambientale; rispetto della cultura e delle tradizioni locali)
  6. Politica ambientale

L’elaborazione dei dati raccolti ha permesso di formulare un giudizio complessivo per ciascuna catena alberghiera e di stilare una classifica delle strutture più virtuose. Di seguito la “top ten”, rielaborata da Low Impact:

  • Accor – catena che rispetto alle altre ha mostrato un maggiore impegno in tutti i parametri presi in esame
  • Sol Melià – la più attenta soprattutto in materia di aspetti sociali
  • Marriot – la più collaborativa verso la ricerca ed l’unica che paga ai suoi dipendenti un salario di sussistenza
  • Carlson – distintasi per menu a base di alimenti biologici e prodotti locali nonché per le pratiche di raccolta differenziata e di compostaggio
  • Intercontinental – che ha mostrato una notevole carenza verso l’assistenza ai clienti
  • Starwood – che si è distinta nella gestione delle risorse idriche
  • Barcelò che mostra valori accettabili sui vari parametri
  • Hilton che una discrepanza tra le buone politiche che promuove e la loro messa in pratica
  • Iberostar che risulta non aver raggiunto livelli accettabili soprattutto per quanto concerne le politiche aziendali e le condizioni lavorative
  • 10° Riu che chiude la classifica avendo fatto registrare i peggiori valori all’interno di ogni parametro analizzato.

Le conclusioni di Altroconsumo non sono comunque rassicuranti, anzi esortano a compiere ulteriori passi in avanti nel turismo sostenibile: “Le grandi catene di hotel, come quelle da noi considerate, dovrebbero impegnarsi di più in questa battaglia di civiltà, adottando comportamenti più socialmente responsabili. Controllare solo lo spreco di energia e acqua non basta: occorre ridurre i rifiuti e adottare misure per proteggere la biodiversità. Inoltre dovrebbero pagare stipendi dignitosi e migliorare le condizioni di vita dei dipendenti. È importante comunicare su siti e cataloghi ciò che si sta facendo in materia di sostenibilità. Inoltre, i governi dovrebbero introdurre requisiti di sostenibilità quando concedono permessi di edificazione, per limitare gli impatti negativi del turismo. I marchi che identificano gli hotel con una gestione più sostenibile – in primo luogo Green Globe e Sustainable Tourism Eco-certification (STEP) – purtroppo non sono ancora visibili per i consumatori”.

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Qui puoi leggere l’articolo di Altrocunsumo

Qui puoi trovare tutti i marchi collegati alle varie catene alberghiere presenti nella classifica di Altroconsumo

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Nell’immagine in alto: Hotel Crowne Plaza ad Alice Springs (Australia), il più grande impianto fotovoltaico installato sul tetto di un edificio commerciale in tutto l’emisfero meridionale (fonte: http://www.sunpowercorp.it)

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